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 Una Rocca su un promontorio padroneggia Signora dei Tempi e dei Venti,
                                  sguardo di un passato su una terra che vuole riprendere vita

 

 

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L’ AVIFAUNA di ROCCA CORNETA….

(di Simon van Hilten)

Come vedrete, la Rocca è popolata anche da tanti amici alati; attenzione... qui arriverà un elenco che vi stancherà!

Di seguito la lista completa dei nidificanti e delle specie estive che parzialmente attraversano il territorio di Rocca Corneta, con le descrizioni (fonte wikipedia) e le bellissime foto di Luigi Riccioni:

UCCELLI di ROCCA IN ORDINE SCIENTIFICO (clicca qui)

UCCELLI di ROCCA IN ORDINE ALFABETICO (clicca qui)

Il paesaggio rurale agricolo di Rocca Corneta, in una superficie pari a circa 1400 ettari, si presenta in una forma altissima di biodiversità:

-          ca 30% del territorio è ricoperto da appezzamenti di bosco latifoglie: quercia, rovero, carpino, castagno, frassino, acero campestre (poco comune), ciliegio selvatico, pero selvatico, melo selvatico, pioppo, salice…

-          ca. 30 % di campi coltivati a foraggere, cereali, piante officinali…

-          ca. 20% di campi incolti, con presenza di vegetazione cespugliosa (rosa canina, prugnolo, ginepro, biancospino, rovo, ligustro, cornus sanguinea, olivello spinoso)

-          ca. 10% di ambiente fluviale (Torrente del Dardagna, vari ruscelli e laghetti)

-          ca. 10% di ambiente antropico con varietà fruttifere.

Questo insieme di ambienti è predisposto a favorire la presenza di una ricca e diversa avifauna, sia stanziale che migratoria.

Tra queste ci sono  diverse specie in declino a livello Europeo, come l’averla minore, lo strillozzo, la tordela, il torcicollo, il codirosso, il pigliamosche, l’upupa, la tortora, la rondine, il succiacapre , il lodolaio ed il falco pecchiaiolo.

A Rocca Corneta sono presenti circa 76 specie nidificanti, una grande quantità dovuta al paesaggio diversificato che contraddistingue questa zona.

Tre specie purtroppo, sono praticamente scomparse (nidificavano qui fino a 15 anni fa): il barbagianni (grande cacciatore di roditori), la bigia grossa (uccello  dei boschi aperti ad alto fusto con il canto come la tordela), l’allodola (sparita da quando la coltivazione dei campi si è fatta meno differenziata ed è diminuita la produzione di cereali).

La tortora si sente cantare spesso, soprattutto dove i campi si alternano ai boschetti; il succiacapre (i montanari lo chiamano “covaterra”) si fa vivo nelle notti calde di luglio sulle radure dei boschi tagliati, con il suo inconfondibile “RRRRRR”; ogni casa di campagna ha il suo codirosso, verzellino e cardellino; ogni campo il suo tottavilla che con l’ inconfondibile canto che si solleva nel cielo; dove ci sono siepi, puoi vedere l’averla minore o un saltimpalo sempre posato in un punto alto di osservazione; più difficile è notare lo strillozzo, che sta scomparendo, per lui mancano degli appezzamenti di erba alta, perché il fieno al giorno d’ oggi si taglia tutto in una volta sola; il bosco è il regno del rigogolo, uccello con un apparenza tropicale e del picchio rosso maggiore e minore; il picchio verde vive prevalentemente vicino ai campi ed alle siepi, in zone con alta presenza di formiche; cibo preferito anche dal torcicollo, uno stranissimo uccello invisibile, che passa la maggior parte del suo tempo per terra; andando al fiume Dardagna troviamo il merlo acquaiolo che caccia insetti sott’ acqua e la ballerina gialla danzante tra le pietre del fiume.

Ogni stagione è costituita dalla sua ricchezza di avifauna. Migliaia di passeriformi arrivano dal Nord e si stanziano qui (il frosone, la peppola, il fringuello, il lucherino, il regolo, il tordo sassello, tordela, cesena, tordo bottaccio) altri sono solo di passaggio, migranti verso il caldo Sud.

Nel Torrente Dardagna ci sono anche gli aironi cenerini, il piccolo piro piro e raramente si possono avvistare il cormorano ed il martin pescatore.

Nei campi sono invece presenti, soprattutto, le pispole e gruppi di cornacchie.

Di passo regolare, sono da evidenziare il gruccione, il lui verde, lo stiaccino, lo zigolo muciatto (diverse nidificazioni nel parco del Corno alle Scale), crocieri, culbianchi, balie nere dal collare, beccacce, falchi della palude, grillai.

Avvistamenti di specie di carattere occasionale:

- poiana coda bianca (maggio 2006), falco lanario, piro piro, culbianco, piro piro boschereccio, gabbiano reale, cutrettola, averla capirossa, sordone (scende d’inverno dal suo territorio al Corno), beccamoschino, usignolo di fiume(luglio 2003), ghiandaia marina, bigia padovana(agosto 2009), beccafico, sterpazzola nana(agosto 2009, probabilmente  dal Kazachistan dove nidifica!), lui boreale, lui forestiero, merlo dal collare, picchio muraiolo, rampichino alpestre, migliarino di palude (ott.2010 in compagnia di zigoli neri).

Arriviamo alla conclusione di questo studio effettuato dal sottoscritto a partire dell’anno 1982.

La frazione di Rocca Corneta ha una biodiversità molto ricca, soprattutto grazie all’ attività agricola che si svolge in mezzo al ecosistema “forestale”, con le attività connesse come il taglio dei boschi.

Possiamo mantenere ed arricchire ancora di più questa biodiversità se riusciamo a:

-          diversificare o tenere diversificate le produzioni agricole

-          diversificare i tipi di taglio del legname (taglio ceduo, alto fusto, siepi)

-          creare più ”zone umide” come laghetti e piccoli stagni di diverse profondità

-          tenere conto di ogni nostra azione, rispettando la flora e fauna con cui conviviamo, creando un legame che ci porti nella sua totalità, a sentirci parte di essi.

 

Simon van Hilten

 

 

 


Per info info@roccacorneta.com o per domande o commenti su questo sito Web. - Ultimo aggiornamento: gennaio 2012

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